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11 giugno 2012

Uomini, donne e ruoli

Non nasciamo "a caso" con una forma, un genere sessuale, un potenziale da sviluppare. Siamo "inseriti" in un ambiente - dal contesto geografico a quello famigliare - perché possediamo le caratteristiche per rispondere alle sue necessità. Detto in altre parole, quello che noi siamo e che possiamo essere, è quanto occorre all'organismo di cui siamo parte. 
Proprio così, siamo cellule di un sistema più grande che ha bisogno di noi.

Questo significa che, per trovare la nostra funzione, come prima cosa dobbiamo riconoscere l'organismo di cui siamo parte. Ci sono tanti organismi a cui appartenere allo stesso momento: umanità, la nazione, la nostra famiglia, il quartiere della città, il gruppo di amici, l'azienda dove lavoriamo, la coppia, noi stessi...

Se vedo l'organismo di cui sono parte, e ne comprendo la necessità, allora sarà più facile per me riconoscere la mia funzione. Ciascuno di noi capisce meglio cosa fare in base alle necessità che gli vengono mostrate. Ricordiamocelo la prossima volta che ci troveremo di fronte a un problema: quella è la porta per scoprire e attivare la nostra funzione dentro un certo "organismo".

La coppia

Anche la coppia è uno stato di necessità, al quale rispondono gli uomini e le donne. Siamo stati attrezzati con un certo corpo-energia, infatti, affinché possiamo dare vita a un ruolo, quello di veicolare le energie del femminile e/o del maschile.

La coppia è un "organismo" nutrito dal femminile e dal maschile, ma questo nutrimento non può esserci o rischia di essere carente se coloro che hanno il compito di veicolare tali energie, cioè l'uomo e la donna stessi, non accettano ed espletano il proprio ruolo-funzione.

I ruoli, a differenza degli stereotipi, sono pulsanti, dinamici e nutriti dall'esigenza della vita. Questo significa che il femminile e il maschile possono incontrarsi in molteplice modi. Ma è un qualcosa che spesso on possiamo scoprire, poiché gli uomini sono stati allontanati dal proprio maschile e le donne dal proprio femminile. Essi ignorano il loro ruolo. Accade, di conseguenza, che ci siano uomini aggressivi o distaccati, perché confondono il potere e il dominio con la forza , e donne bisognose e impaurite, perché confondono la debolezza e l'emotività con l'amore



Educare il cuore dell'uomo

Quando mi sono imbattuta nella visione esoterica (cioè appartenente alle dottrine di sapere spirituale) del rapporto di coppia, ho trovato interessante, in particolare, il concetto che vuole la donna educatrice del cuore dell'uomo.

Cosa significa "educare"?
Non è certo un processo dove si impone qualcosa a qualcuno, dove ci sono aspettative od obiettivi da raggiungere, o dove in qualche modo si condiziona l'altro! Niente affatto.
In essenza, educare significa permettere, far nascere. Educare è la capacita di partorire e far partorire.

Educare un uomo significa, per la donna, permettere che in lui si attivi il principio maschile.
Quando l'uomo, in risposta all'energia del femminile, scopre il proprio maschile, viene coinvolto in un processo di trasformazione che rende il suo cuore più permeabile all'amore.

Il punto, per noi donne culturalmente castrate ed educate a valori contrari, è venire davvero in contatto con il femminile e spogliarlo di tutte le maschere, le paure, gli inquinanti...
Se la donna per prima non partorisce il proprio femminile, non potrà svolgere il suo ruolo, rischiando di boicottare il processo che trasforma il cuore dell'uomo. Solo partorendo se stessa, invece, ella potrà partorire anche l'uomo e accenderlo alla vita.

Si tratta di un viaggio graduale, fatto di fasi cicliche, poiché la spirale della vita ci riporta sugli stessi sentieri, anche se a ogni giro siamo su un ponte più alto.

I ruoli

Quando riconosciuti e incarnati, i "ruoli", i "limiti" di qualunque situazione, ci donano una forza molto grande. Infatti i "ruoli" sono come "energie vincolate", ossia forze delimitate che grazie al vincolo medesimo possono agire da leve di trasformazione.
Diversamente si tratta di energie "libere"... di quella libertà che non permette alcun passo avanti.

Se riconosciamo e onoriamo i nostri ruoli, cioè se agiamo in base all'essenza della nostra natura, e non contro di essa, possiamo solo che esserne avvantaggiati, perché serviamo l'organismo più grande della vita nel modo in cui vuole essere servito, e quindi in questo ci sosterrà.