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7 febbraio 2010

30. Ci sei o ci fai?

Quando incontriamo qualcuno che abbia un comportamento bizzarro, che faccia o dica stranezze, viene spontaneo chiedergli "ma ci sei o ci fai"? Ebbene, forse bisognerebbe chiederlo alla maggior parte degli uomini che respirano su questo pianeta. Basta andare un po' in giro... quanti sono i comportamenti "normali" dove in verità la gente "non c'è"?

Si compra automaticamente al supermercato senza chiedersi cosa è, da dove arriva, come o in che modo inciderà su di noi (e sulla vita degli altri) la fettina di vitello che ci metteremo nello stomaco, l'olio per la pelle che ci spalmeremo addosso, il videogioco con cui piazzeremo nostro figlio per ore davanti allo schermo... E che dire poi di certe industrie tessili che prolificano sullo sfruttamento dei bambini in paesi disperati, e (apparentemente) lontani... Che dire di quello che mettiamo sui cibi in termini di inquinanti, additivi, ecc...Che dire delle nostre falde acquifere, inquinate in nome del profitto... Che dire del cielo, pieno di ragnatele metalliche che si espandono sotto lo sguardo-non sguardo di tutti?

Qualcuno, di fronte a tale osservazione, risponde sicuro di sé: "Ehmbé? Mica posso farmi 'sti problemi ogni volta che c'ho fame... che c'ho voglia di farmi più bello... che c'ho voglia di far divertire i miei bambini - Mica posso stare a guardare da dove viene quello che compro... Mica posso stare a guardare il cielo"... Ma una volta gli Antichi guardavano eccome il cielo; guardavano il Sole, e guardavano le stelle, e in questo riuscivano a guardare a se stessi. "Erano ignoranti, in verità" - affermano quei molti convinti di essere, oggi, i portatori del progresso, e di aver spazzato via la stupida superstizione degli oroscopi e della preghiera...

Ebbene, io non so se ci sei o ci fai, uomo comune, però vorrei ricordarti che la fettina di vitello che stai masticando arriva da un essere che è stato tristemente strappato a sua madre - che viene continuamente e artificiosamente ingravidata; un essere che poi viene macellato in un luogo dove, prima di essere sgozzato, viene abbattuto con un grosso proiettile sparato nella nuca... che raramente gli fa perdere immediatamente i sensi. Ci sono tanti video su Youtube che fanno vedere cosa accade in un macello, ma la cosa migliore è che tu vada a fare un giro di persona, basta una mezz'ora... se non ti fanno entrare, offri una mancia.

Uomo comune, vai a leggerti le statistiche, e smetti di dire che mangiare carne "è naturale e giusto", solo perché ti hanno fatto imparare a memoria questo ritornello... Dalle statistiche, infatti, risulta che i casi di cancro al colon si hanno in maggioranza fra i mangiatori di carne rossa, e che la dieta carnea in generale crea comunque innumerevoli problemi.

Non parliamo poi del "lato spirituale": credi che alimentarti a prezzo della sofferenza di altri esseri - una sofferenza che è sistematizzata e commercializzata - non incida sulla tua "struttura energetica"? Del rapporto vegetarianesimo-vie spirituali parlerò meglio un'altra volta, non per fare assolutismi (tant'è che imporsi la rinuncia alla carne non è a mio avviso ancora la cosa più giusta da fare, né penso che essere vegetariani sia automaticamente segno di "innocuità") ma comunque per prendere coscienza che noi "siamo quello che mangiamo", sotto moltissimi punti di vista.

Non so se ci sei o ci fai, uomo comune, quando ti spalmi con disinvoltura quella roba viscida sulla pelle che contiene olio minerale (paraffinum liquidum, ecc.), che ottura i pori e interferisce con l'equilibrio della pelle stessa... Ma come hai potuto pensare che mettersi del petrolio addosso fosse una buona idea? Gli oli minerali (presenti anche nei cosmetici!) sono infatti derivati dalla raffinazione del petrolio, non sono biodegradabili e per la comunità Europea sono cancerogeni...

Il videogioco che hai comprato al tuo bambino di 8 anni, probabilmente è quello alla moda con tante "belle" scene di violenza... e qui non si tratta di fare i moralisti, ma di avere un po' di buon senso e di gusto per il "buono, il bello e il vero"... Ti faccio, quindi, uomo comune, alcune domande:
- E' il caso di abituare i tuoi ragazzi ad eccitarsi e a divertirsi attraverso scene stressanti? Non bastava la televisione?
- E' il caso di far rincoglionire i tuoi discendenti (e il futuro del Pianeta) davanti a questi film-giochi che, per loro stessa natura, stimolano dinamiche comportamentali estremamente "passive"? Che dire della lettura, dello sport, dei giochi all'aria aperta... che favoriscono il rapporto con gli altri, la creatività, il saper scegliere, il confrontarsi...?
- E che dire della tua ignoranza per quello che riguarda la "realtà sottile", o più semplicemente la tua incapacità di ascoltare il cuore? ...Non occorre certo saper "leggere l'aura" ma avere un po' di sensibilità e compassione, per capire come sia influenzabile la creaturina che tu metti al mondo... e se la nutri di gioia, bellezza e amore, questo ricercherà di più... ma anche viceversa.

In dettaglio, un giovane essere umano spesso reca nella sua struttura energetica i semi di un karma passato dalle vibrazioni un po' pesanti, poco costruttive, insomma correlate a qualità di odio, violenza, ansia ecc... e l'anima, ancora giovane, non ha sviluppato in pieno le corrispondenti facoltà positive con cui contrastare tali "negatività". Può accadere che tali "semi" non siano prevalenti o necessariamente in manifestazione, e che, crescendo, il ragazzino impari a rafforzare la sua "parte luminosa" e a contrastare così il potenziale negativo. Ovviamente, l'ambiente svolge spesso un ruolo fondamentale... sicché il contatto e la stimolazione in lui di "qualità ombra" rischia di far precipitare nella sua realtà queste vibrazioni, che si trasformeranno quindi in azioni, in comportamenti e in scelte di vita...

Insomma,  se metti tuo figlio a contatto con certi stimoli aggressivi, aumenti la probabilità che in lui si sviluppi altrettanta violenza... e ti accolli pure un po' di karma, perché sei responsabile di quello che "hai provocato".




Insomma, uomo comune, ci sei o ci fai?

Io direi che spesso "ci fai"... nel senso che per te l'importante è fare, fare, fare... fare soldi e comprarti l'auto fighissima, fare un lavoro che ti metta in una posizione di rilevanza e poter stressare gli altri con la tua voglia di comando, o farne un altro che legittimi la tua voglia di lamentarti... fare cose per comprare altre cose da regalare a moglie o figli... o semplicemente alla tua personalità, a cui non basta mai quello che hai...

Ma tu "ci sei" mai? Ci sei quando il tuo bambino ti parla, e dietro le sue parole, dette e non dette, ti chiede un appoggio, un ponte che possa attraversare con fiducia, per entrare nel gioco della vita? Ci sei quando il tuo compagno ti guarda negli occhi, e quello che ti chiede è che tu "veda" chi hai di fronte...?

Ci sei mai con te stesso, con il bambino dentro di te... quando qualcosa ti ferisce, ti dà fastidio... quando l'ansia o un dolore ti costringe a rallentare, a sbattere il muso contro un destino che non comprendi... quando agisci meccanicamente e reattivamente un carattere, un'emozione... quando sei schiavo di quello che pensano gli altri o del programma che credi di dover soddisfare?

Prova ad esserci, invece che a "fare"... Prova a stare lì con te stesso, senza giudizio, in ascolto di tutto quello che sorge nel tuo animo, della ferita che ti fa "scattare", dell'odio con cui hai nutrito la morte e ti sei opposto alla nascita di ogni momento, o del vuoto che non sai concepire...

Sviluppa la capacità e il coraggio di esserci... Da questo deriva tutto il resto! ...Deriva l'attenzione per quello che conta, la tua capacità di vedere, di creare, di amare... la tua capacità di scegliere, di riconoscere tra vecchio e antico, tra luce e ombra... la tua capacità di onorare l'autorità del cuore, non la ragionevolezza della paura...

Scegli l'esserci, uomo comune... Allora, un giorno, tornerai a guardare il Cielo... e saprai che è il Cielo che sta guardando se stesso, attraverso i tuoi occhi.